Con questo articolo vorrei dare un accenno di risposta alla domanda che mi è stata fatta diverse volte dopo aver consegnato la traduzione di un testo che contiene nomi propri: “Come mai nella traduzione ha modificato i nomi delle persone?” A volte questa domanda riguarda le traduzioni di testi legali, come decreti ingiuntivi, citazioni, sentenze, ricorsi vari, atti notarili ecc., dove l’esatta corrispondenza di significato tra il testo fonte e il testo di arrivo è importantissima, e perciò spesso viene richiesta anche l’asseverazione della traduzione tramite il giuramento del traduttore.

Quando si tratta di una traduzione in lingua slovena (ma il discorso vale anche per molte altre lingue slave), un committente che non conosce lo sloveno può facilmente rimanere sorpreso, vedendo che i nomi propri, in particolare i nomi delle persone, sono modificati.

Così, per esempio “lo studio dell’avv. Rossi” si traduce in sloveno con “pisarna odv. Rossija”.

Come mai “Rossi” viene cambiato in “Rossija”? Questo succede perché in sloveno i sostantivi o nomi, anche quelli propri, vengono declinati mediante desinenze in diversi casi grammaticali.

Così “Rossi” non cambia sempre in “Rossija” (genitivo e accusativo), ma può venire modificato anche in “Rossiju” (dativo e locativo) o “Rossijem” (strumentale), oppure rimane “Rossi” (nominativo).

La corretta scelta del caso, e quindi della desinenza, dipende dalla funzione che il nome assume all’interno della frase.

La lingua slovena prevede sei casi grammaticali che svolgono essenzialmente queste funzioni:

  • Il nominativo è normalmente usato per indicare il soggetto che compie l’azione, per esempio “l’avv. Rossi chiede…”;
  • Il genitivo si usa per esprimere una specificazione, più precisamente un possesso, per esempio “lo studio dell’avv. Rossi”;
  • Il dativo esprime di regola l’oggetto indiretto / complemento di termine, per esempio “il giudice impone al signor Pinco Pallino…”;
  • L’accusativo è il caso del complemento oggetto, per esempio “la parte attrice cita il signor Pinco Pallino…”;
  • Il locativo indica il complemento di stato in luogo o altri complementi, per esempio “presso l’avv. Rossi”;
  • Lo strumentale è usato per esprimere il mezzo o la persona con cui si compie un’azione, per esempio “contratto stipulato con il sig. Pinco Pallino”.

La problematica, già abbastanza complessa, si complica ancora di più considerando che non si applicano le stesse regole di declinazione per tutti i nomi, e questo vale sia per i nomi maschili che per i nomi femminili.

Confrontiamo, per esempio, la declinazione dei cognomi “Rossi” e “Martino”:

Rossi, Rossija, Rossiju, Rossija, Rossiju, Rossijem

Martino, Martina, Martinu, Martina, Martinu, Martinom

Precisiamo infine che, data la notevole complessità delle regole grammaticali di declinazione nella lingua slovena, gli strumenti di traduzione automatica (come per esempio Google Translate) almeno per ora non sono in grado di individuare in modo affidabile il caso grammaticale da applicare ai sostantivi (e quindi anche ai nomi propri), dotandoli delle desinenze corrette.